venerdì 17 febbraio 2012

solidarietà per la grecia

Galdi devolve suo stipendio alla Grecia

Il sindaco di Cava de' Tirreni, Marco Galdi, ha deciso di devolvere da questo mese la sua indennità di primo cittadino al popolo greco. Lo si apprende dal sito del Comune metelliano, che riporta integralmente una nota ANSA.
In una lettera inviata al premier Monti, al primo ministro greco Papademos, ai presidenti della Commissione europea e del Parlamento europeo, Barroso e Schulz, Galdi comunica la propria scelta sottolineando che:
l'Europa è sul banco di prova, e abbandonare a se stessa la Grecia in questo momento vuol dire rinunciare definitivamente a una idea di Europa, quell'unica idea di Europa che amiamo e che vogliamo.
La sua indennita' mensile è di euro 1.950 (al lordo), per un netto di euro 1.100. Di seguito il link con la scansione della lettera http://www.comune.cava-de-tirreni.sa.it/getdoc.php?ID=20499


Moscatiello come Galdi, indennità per la Grecia

giovanni moscatiello
Il sindaco devolve la sua indennità in favore della Grecia. "Un gesto simbolico, certamente non risolutivo – dichiara Giovanni Moscatiello – ma sicuramente un atto che segue la scelta adottata ieri dal collega di Cava de’ Tirreni e che rappresenta un pizzicotto all’indifferenza dell’Europa nei confronti del popolo ellenico.
Chi ha governato in questi anni la Grecia ha commesso gravissimi errori, non si discute, ma saremmo altrettanto irresponsabili noi, ora, se non sosterremo, con ogni mezzo possibile, questa terra che rappresenta la culla della nostra cultura".

Il denaro dell’indennità mensile, circa 780 euro lordi, si unisce, dunque, all’assegno simbolicamente staccato ieri dal sindaco della città metelliana Marco Galdi.

"Oggi siamo in due – sottolinea Moscatiello – ma immaginiamo per un attimo che la scelta venga adottata da tutti i sindaci d’Italia, dai presidenti di Provincia e di Regione. Forse qualcuno ancora non si è reso conto che se la Grecia va in default – prosegue – anche l’Italia pagherà un prezzo altissimo, come tutta l’Europa del resto.

E’ una reazione a catena pericolosa e devastante. Un domino pronto ad abbattersi, se non interveniamo subito con provvedimenti forti. Lo sforzo comune dell’Europa va commisurato al valore inestimabile della storia greca. Glielo dobbiamo, perché siamo ciò che siamo grazie alla filosofia, alla scienza, al teatro, alla poesia, alle arti nate in questa terra. Dev’essere l’Europa, stavolta, il primo mecenate della Grecia".

E infine l’appello alle fasce tricolori d’Italia: "Uniti per sostenere la culla della nostra cultura".